Ai Piani Resinelli la camminata giusta non è quella più lunga, ma quella che ti lascia abbastanza margine per guardarti intorno. Io considero questa zona uno dei modi più intelligenti per vivere la montagna senza entrare subito in un’escursione impegnativa: in pochi minuti passi dal bosco al panorama aperto, con la Grignetta davanti e il lago sotto. Qui trovi come scegliere il giro più adatto, quando andare e come trasformarlo in una giornata completa tra natura, rifugio e sapori locali.
Cosa conviene sapere prima di salire ai Resinelli
- Il percorso più semplice è il giro del Parco Valentino con passerella panoramica, che richiede circa 30 minuti.
- Se hai più tempo, puoi allungare di altri 20 minuti verso il Monte Coltignone e Cima Paradiso.
- I parcheggi sono pochi e nei weekend si riempiono in fretta, quindi partire presto fa davvero la differenza.
- La zona funziona bene per famiglie e camminatori poco allenati, ma i punti esposti richiedono attenzione.
- Per dare senso alla gita, abbina bosco e belvedere a un rifugio o a una deviazione verso Pian delle Fontane.
Perché questa uscita funziona con quasi tutti i ritmi
I Resinelli stanno in quella fascia di montagna che riesce a mettere d’accordo quasi tutti. Siamo intorno ai 1300 metri di quota, in un ambiente già fresco e pieno di bosco, ma senza la fatica iniziale che spesso scoraggia chi vuole solo una giornata nella natura. Per me è questo il loro punto forte: non ti chiedono subito una scelta netta tra “passeggiata” ed “escursione”, perché ti permettono di stare nel mezzo e di decidere strada facendo.
Il paesaggio fa il resto. Le faggete schermano il sole, la roccia dolomitica della Grignetta dà carattere all’insieme e, appena il sentiero si apre, il colpo d’occhio sul lago di Lecco ripaga anche chi è partito senza grandi aspettative. È una meta che funziona in famiglia, con un gruppo di amici o anche da soli, quando si vuole camminare senza trasformare tutto in un’impresa. Ed è proprio questa elasticità a rendere naturale il passaggio verso il giro più semplice, quello che vale la pena fare almeno una volta.

Il giro più semplice fino al belvedere
La passeggiata più immediata è quella che porta al Parco Valentino e alla passerella panoramica. Il sentiero parte dalla zona dei Resinelli e arriva al belvedere in circa 30 minuti a passo tranquillo; Resinelli Tourism Lab segnala che l’area è accessibile tutto il giorno e che la passerella è visitabile gratuitamente. In pratica, è il classico percorso breve che permette di ottenere il massimo risultato con il minimo dislivello mentale, prima ancora che fisico.
Io lo consiglio soprattutto a chi vuole un’uscita breve ma non banale. Il sentiero è tranquillo, però il punto finale è esposto, quindi con i bambini conviene restare vicini e non trattarlo come un semplice marciapiede panoramico. La stessa prudenza vale per i cani: il tratto è semplice, ma il vuoto sotto la passerella cambia completamente la percezione dello spazio.
- Parti dal Piazzale delle Miniere o dall’area di accesso ai Resinelli.
- Segui le indicazioni per il Parco Valentino senza accelerare troppo: il bello è il bosco lungo il cammino.
- Arrivato al belvedere, fermati qualche minuto in più: il panorama è più interessante se non lo guardi di fretta.
- Se trovi giornata limpida, punta alle ore del mattino o del tardo pomeriggio, quando la luce è più pulita.
Se ti basta una camminata corta, qui hai già una risposta completa. Se invece vuoi qualcosa di più sostanzioso, i Resinelli offrono varianti molto diverse tra loro, e vale la pena capirle prima di partire.
Le varianti che valgono davvero la pena
La forza di questa zona è che non sei obbligato a fare sempre la stessa uscita. Puoi restare sul giro facile oppure allungare senza cambiare atmosfera, passando dal bosco ai rifugi e, per chi ha più gamba, a percorsi decisamente più impegnativi. Qui sotto metto le opzioni che, secondo me, hanno il miglior rapporto tra tempo speso e qualità dell’esperienza.
| Itinerario | Tempo indicativo | Difficoltà | Perché sceglierlo |
|---|---|---|---|
| Parco Valentino e passerella panoramica | Circa 30 minuti | Facile | È il giro giusto per una prima visita, per famiglie e per chi vuole un panorama rapido ma ben fatto. |
| Estensione al Monte Coltignone e Cima Paradiso | Circa 20 minuti in più | Facile, con un po’ più di passo | Allunga l’uscita senza snaturarla e regala un punto di vista più aperto e meno affollato. |
| Rifugio Carlo Porta | Circa 20 minuti dal Piazzale Daniele Chiappa | Facile | Perfetto se vuoi una sosta comoda, una pausa calda o un riferimento storico ai piedi della Grignetta. |
| Rifugio Rosalba | Solo a piedi, percorso da escursionisti esperti | Impegnativa | È la scelta per chi cerca un ambiente più alpino, lontano dalla passeggiata classica. |
| Visita alle antiche malghe di Pian delle Fontane | Più tempo, da vivere con calma | Media | È l’opzione più interessante se vuoi una lettura rurale del territorio, tra pascoli, storia e attività agricole. |
Se dovessi sceglierne una sola per una mezza giornata, io punterei su passerella e Coltignone. Se invece vuoi una giornata più piena e meno “da foto veloce”, Pian delle Fontane è la variante che dà più spessore al territorio, perché lega natura e lavoro umano in modo molto più leggibile. Da qui il passo successivo è capire quando andare, perché il Resinelli cambia parecchio a seconda della stagione e dell’orario.
Quando andare e cosa mettere nello zaino
La camminata ai Resinelli rende meglio in primavera e a inizio autunno, quando il bosco ha colore, l’aria è pulita e i sentieri non sono né troppo secchi né troppo affollati. In estate il vantaggio è l’ombra delle faggete, ma nei punti più aperti il sole si sente; in inverno, invece, basta poco ghiaccio per far diventare scomodo un tratto che normalmente è semplice. Io controllerei sempre meteo e visibilità prima di partire, soprattutto se il tuo obiettivo è il belvedere.
Per lo zaino non serve attrezzatura speciale, ma neppure un approccio superficiale. Bastano poche cose fatte bene:
- scarpe con suola aderente, meglio se da trekking leggere;
- acqua, anche per il giro breve;
- una giacca antivento, perché in quota l’aria cambia in fretta;
- protezioni essenziali contro il sole nelle giornate limpide;
- ramponcini o microspikes se trovi tratti gelati in inverno.
Un altro dettaglio pratico conta più di quanto sembri: i parcheggi. Come segnala Resinelli Tourism Lab, sono pochi e l’area è molto frequentata, soprattutto nei weekend. Se arrivi tardi rischi di perdere tempo a cercare posto proprio quando dovresti cominciare a camminare, quindi io partirei presto oppure valuterei una salita più lenta e ragionata dalla valle. Questo piccolo accorgimento cambia parecchio la qualità della giornata.
Bosco, rifugio e sapori di montagna senza correre
Se vuoi che la gita abbia un senso completo, non trattarla come una corsa al punto panoramico. I Resinelli funzionano meglio quando ci lasci spazio per una sosta vera: un caffè in rifugio, un pranzo semplice, una merenda dopo il rientro o una deviazione verso un luogo che racconti il lato più rurale della montagna. È qui che il paesaggio si allinea bene con l’idea di una giornata lenta, coerente con lo spirito di chi cerca natura e autenticità.
Io farei così: belvedere al mattino, pausa in rifugio, poi eventuale allungo solo se hai ancora voglia di camminare. Se invece vuoi un taglio più legato alla tradizione agricola, punta a Pian delle Fontane e alle antiche malghe, perché lì la montagna non si osserva soltanto, si legge. È la scelta migliore quando vuoi uscire con qualcosa in più di una foto bella: un’idea precisa di come questo territorio vive, produce e continua a essere abitato.
In fondo è questo il motivo per cui una camminata ai Resinelli resta una buona idea anche nel 2026: puoi farla breve o più lunga, panoramica o rurale, leggera o più tecnica, ma in ogni caso ti restituisce un rapporto pulito con il paesaggio. Se scegli bene il ritmo, la salita non ti svuota, ti rimette in ordine.